Le tentazioni di Gesù

Un mosaico nella Basilica di S. Marco  – Venezia

1 marzo 2020

Guardiamo l’immagine

Tre scene  e una  conclusione

 

prima scena

Le rocce del deserto sono diventate il trono
dove Gesù proclama la Parola;

Satana piccolissimo rispetto Gesù,
con la testa cinta dal diadema
da cui spuntano le corna,
gli offre la cesta dei pani.

 

 

Seconda scena

Gesù è seduto sul pinnacolo del tempio a ricordarci il salmo 110 (109)
                                                                   «Siedi alla mia destra
finché io faccia dei tuoi nemici lo sgabello dei tuoi piedi».

E a ricordarci, forse, anche la titubanza già provata da Salomone:
“Ma è proprio vero che Dio abita sulla terra?
Ecco, i cieli e i cieli dei cieli non possono contenerti, tanto meno questa casa che io ho costruito!” 1 Re 8,27

 

 

Terza scena

Gesù poggia i  piedi su una montagnola la di terra, anzi,
forse nella parte superiore si tratta un mucchio di perle…
Il diavolo sempre più imbarazzato…

 

 

 

 

All’estrema destra la conclusione del racconto:

gli angeli in atteggiamento di accoglienza e contemplazione
ricordano quelli presenti nelle icone della Natività,
del battesimo di Gesù
e delle donne che vanno sepolcro; lì sono sostituiti dalle donne stesse.

Nell’angolo in basso a destra il ridicolo diavoletto che perde la corona e le corna…

 

Tre scene e una conclusione

il deserto:

Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto, per essere tentato dal diavolo. (mt 4,1)
Non di solo pane vivrà l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio

… e le rocce sconnesse del deserto si fanno Trono da cui il Signore Gesù proclama la Parola.

Nel Vangelo di Matteo pochi versetti dopo abbiamo la proclamazione delle Beatitudini

 il tempio:

il diavolo lo portò nella città santa, lo pose sul punto più alto del tempio . (Mt 4,5)

Il Vecchio tempio si fa “sgabello dei suoi piedi”; e Lui stesso è il nuovo tempio.

Gesù entrò nel tempio e scacciò tutti quelli che nel tempio vendevano e compravano; rovesciò i tavoli dei

cambiamonete e le sedie dei venditori di colombe e disse loro: “Sta scritto:
La mia casa sarà chiamata casa di preghiera. Voi invece ne fate un covo di ladri”.
Sì! Non avete mai letto: Dalla bocca di bambini e di lattanti hai tratto per te una lode?”. (mt 21)

 

 

la cima del monte:

lo portò sopra un monte altissimo e gli mostrò tutti i regni del mondo e la loro gloria  (Mt 4,8)

Anche le montagne e la gloria del mondo si fanno poco poca cosa davanti a lui…
E’ un’altra la “Gloria” da cercare!

Quando il Figlio dell’uomo verrà nella sua gloria, e tutti gli angeli con lui,
siederà sul trono della sua gloria.

…Allora il re dirà a quelli che saranno alla sua destra:
“Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno
preparato per voi fin dalla creazione del mondo,
perché ho avuto fame e mi avete dato da mangiare… (Mt 25,31ss)

*  *  *

Alla luce di questa parola lungamente meditata si comprende la grandezza di Gesù e si rimpicciolisce la potenza del diavolo (nell’immagine, le due figure ci appaiono volutamente sproporzionate)

Se hai il coraggio di stare nel deserto e di ascoltare la Parola (in tutti tre quadri Gesù porta con sé il rotolo)
impari a riconoscere Gesù come il “luogo” dove si può incontrare il Padre;

Le grandezze degli uomini e la loro gloria son poca cosa al confronto della Gloria di Dio,
quella che proprio l’evangelista Matteo ci insegna a scoprire nella bellezza “del dare un bicchier d’acqua a uno dei nostri fratelli più piccoli”. (mt 10,42)

Bel modo di iniziare la Quaresima:

l’ascolto attento della Parola, aiutato da un po’ di deserto-sobrietà
ci rende capaci di sconfiggere le tentazioni:

quella di possedere,
quella di appropriarsi delle cose di Dio, facendosi padroni;
quella di consumare la bellezza della Creazione, impadronendoci delle cose, anziché custodirle.

Bel modo di entrare nella Pasqua

dove la potenza della Parola ci porterà a contemplare il Cristo risorto, nuovo Tempio e Gloria dell’universo.

E vedremo Satana perdere tutti i segni della sua fasulla autorità: (corona = forza; diadema = potere);
farsi sempre più incerto fino a diventare ridicolo nell’ultimo quadro; (con quella scaduta sgraziate e senza dignità.
E avremo gli angeli pronti a servirci…

 

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