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Le Parrocchie

Parrocchia San Martino Malnate

Chiesa prepositurale di San Martino

Il primo nucleo della chiesa parrocchiale risale al Medioevo (1200 c.a.) ed inizialmente era orientata in modo opposto all’attuale, con l’abside ad est e l’entrata ad ovest. Le prime ristrutturazioni furon
o commissionate dal cardinale Carlo Borromeo e dal successore Federico Borromeo verso la fine del Cinquecento, mentre la grande crescita demografica conosciuta nella seconda metà del XVII sec. rese necessario un ampliamento radicale della struttura, che portò all’abbattimento delle mura perimetrali e all’aggiunta delle navate laterali. Nel 1819 venne sostituito il vecchio altare ligneo con uno acquistato da una chiesa sconsacrata di Como. Nel 1912 venne definitivamente ampliata e assunse l’odierna conformazione con il rovesciamento della disposizione interna e solo dopo la prima guerra mondiale vennero conclusi i lavori con la costruzione della nuova facciata. Nel piazzale antistante la nuova entrata si trovava il vecchio campanile che nel 1948, con l’arrivo del nuovo Prevosto don Giuseppe Bosetti, si decise di abbattere, senza tener conto della tradizione e della storia legata ad esso. Nel 1956 venne inaugurato il nuovo campanile, il secondo più alto della zona dopo quello della chiesa di San Vittore di Varese[18], recentemente restaurato dopo il distaccamento di una parte della copertura in mattoni.Il 14 settembre 2012 è stata inaugurata una Via Crucis in terracotta dello scultore Felice Mina posizionata sulla parete centrale del transetto alla sinistra della Cappella del Sacro Cuore.

Chiesa di San Matteo

Si trova in posizione strategica, tra l’antico nucleo del paese e la valle dell’Olona, dove probabilmente era già stata costruita prima dell’anno 1000 una fortificazione difensiva. Secondo la tradizione è la prima costruita a Malnate. Risale all’anno 1000 ed originariamente era una piccola cappella che racchiudeva l’abside, in stile romanico edificata con le pietre locali. Solo più tardi vennero costruiti la sacrestia ed il campanile. L’interno era poco luminoso e le tre finestre illuminavano al mattino l’abside e l’altare posizionati ad est. L’entrata principale era situata a nord, verso il centro abitato. Nel Settecento venne ampliata utilizzando ancora materiale povero e di recupero e vennero coperti alcuni dipinti del 1400. Il pavimento, costruito con pianelle di pasta di mattoni, venne alzato di circa mezzo metro e nascose in parte i dipinti di alcuni Santi riportati alla luce successivamente. All’interno si mescolano gli antichi dipinti cinquecenteschi con quelli realizzati dopo l’ampliamento; trovano rappresentazione diversi Santi: san Lucio di Val Cavargna, santa Caterina d’Alessandria, la Madonna del Latte, santa Marta, sant’Antonio abate, santa Liberata ed altri dipinti rappresentanti l’incoronazione di santa Teresa d’Avila, la Trinità, san Matteo di Giovanni Battista Croci e la Madonna col Bambino.

        

Chiesa di San Carlo (località Rovera)

Nello stesso luogo in cui vi è questa chiesa, anticamente era presente una piccola cappella dedicata a san Gemolo, legata alla Badia di Ganna proprietaria di alcuni terreni in Paese. Fu l’arcivescovo Carlo Borromeo dopo la visita pastorale del 1574 ad ordinare l’abbattimento della cappella e la costruzione al suo posto della chiesa, realizzata nel corso del XVII secolo grazie al contributo dell’Ospedale Maggiore di Milano, proprietario di molti terreni della zona, e della famiglia Oddoni, affittuaria della chiesa, ed intitolata allo stesso san Carlo. Nei primi anni del Novecento, a causa della crescita della popolazione, la chiesa venne ampliata e ristrutturata, cercando di mantenere una continuità con la parte più antica. La chiesa è a pianta rettangolare con un’unica navata, separata dall’abside da un arco trionfale, su cui è visibile il simbolo della famiglia Borromeo, una corona con la scritta “Humilitas”.

Madonna della Cintola

    

Santuario della Madonna della Cintola (Monte Morone)

 

Situato nell’abitato di Monte Morone, simulacro legato al culto della reliquia della cintura appartenuta a Maria. Inizialmente dedicata alla Madonna Consolatrice, probabilmente la chiesa di Monte Morone ha subito l’influsso delle confraternite agostiniane assumendo il particolare della cintura, anche se non ci sono riferimenti ufficiali a tale devozione in quanto la statua è sempre descritta come “Vergine Maria col Bambino”. Durante lavori di restauro della chiesetta di Santa Maria di Monte Morone è stata portata alla luce l’abside originale, le cui caratteristiche potrebbero confermare una leggenda del luogo secondo cui la chiesa originariamente era stata costruita per ospitare la statua di una Madonna Nera, ritrovata sulla salita del colle, poi trafugata dagli spagnoli nel 1536 (più possibile 1511, vedi Storia). La statua attuale rappresenta la Madonna che porta sulle ginocchia il Bambino benedicente e tiene nella mano destra una cintura. La statua è in legno chiaro, intagliata da un pezzo unico, solo il Bambino è un pezzo aggiuntivo. Con un primo restauro del 1912 venne ricoperta di stucco e dipinta di azzurro. In seguito, all’inizio degli anni ottanta, la ricopertura iniziò a staccarsi e fu deciso di riportare alla luce la statua originaria. Successivamente anche le corone vennero sostituite, lasciando scoperto il capo del Bambino e cingendo quello della Madonna con un diadema di Stanislao Borghi. Stilisticamente ha caratteri simili alle sculture di Andrea da Milano (1492-1539), autore di opere simili nella provincia di Varese, ed è stata scolpita probabilmente negli anni venti.

SS Trinità

     Cappella di San Rocco 


Eretta tra il 1529 e il 1534 nella piazza antistante l’antico nucleo del paese, alla fine del Settecento venne demolita in parte durante i lavori di ristrutturazione della piazza. Lateralmente e frontalmente è aperta con strutture ad arco sostenute da pilastri. La parete interna è adornata da un affresco risalente al 500, lo “Sposalizio mistico di santa Caterina da Siena con Gesù Bambino”, sotto il quale è ancora presente il vecchio altare in pietra. A lato della Madonna sono rappresentati san Rocco e san Sebastiano[20].

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