Avvisi (13-20 gennaio 2019)

Festivo anno C – Feriale anno 1 – Diurna: 1^ settimana

Dom 13 gen

Is 55, 4-7; Sal 28; Ef 2, 13-22; Lc 3, 15-16.21-22

Ore 11.00: Celebrazione Battesimi a Gurone)
ore 15.00: alla fine del «tempo di Natale» Tradizionale bacio di Gesù Bambino (a Gurone)
ore 21.00 Formazione Educatori MaGuSs (a Malnate)

Lun 14 gen

Sir 1,1-16a; Sal 110; Mc 1, 1-8

Mart 15 gen

Sir 42, 15-21; Sal 32; Mc 1, 14-20

Merc 16 gen

Sir 43, 1-8; Sal 103; Mc 1, 21-34

Ore 15.00 – 17.00: Distribuzione Caritas (a Malnate; a Gurone)

Giov 17 gen S. ANTONIO, abate

Sir 43, 33-44,14; Sal 111; Mc 1, 35-45

Giornata per l’approfondimento del dialogo ebraico-cristiano

Ven. 18 ge. Cattedra di S. PIETRO
Inizio settimana di preghiera per l’unità dei cristiani. Qui trovi preghiere e testi 

1Pt, 1-7; Sal 17; Gal 1,15-19; Mt 16, 13-19

Sabato 19 gen

Es 3, 7-12; Sal 91; Gal 1, 13-18; Lc 16, 16-17

Dom 20 gen

Est 5, 1-1c.2-5-7; Sal 44; Ef 1, 3-14; Gv 2, 1-11

II DOPO L’EPIFANIA – Giornata del Migrante e del Rifugiato

ore 11-16.00: «Domenica insieme» e prima confessione
per i ragazzi di 4 el. di Malnate (a Malnate)

Sguardo in avanti:

«lectio divina» per gli adulti: dal 21 gen: proposta decanale:  programma.

il 4 febb. si terrà nella chiesa di . Martino (Malnate)

34a Giornata Mondiale della Gioventù

Dal 22 al 27 gennaio:  si terrà a Panama. Per informazioni GmG:

In concomitanza-partecipazione: 24- 27 genn.: proposta di vita comune per 18-19enni

Festa della Famiglia – Domenica 27 gen:

Festa della vita – Domenica 3 febb:

Impegno settimanale:

Nella scia della festa del «Battesimo di Gesù»,
penserò al mio battesimo ponendo attenzione al «segno di croce».
Questa giornata, questa azione la voglio… «Nel nome del Padre…»

Lettere di amici:

Cari amici di Gurone
Mancano ormai pochi giorni a Natale e qui siamo in piena estate.
Il Natale con la neve e il freddo è un ricordo lontano, ma il vero signi­ficato non cambia: Dio che viene tra noi.
Con i bambini abbiamo preparato il presepio e loro guardano con
meraviglia la capanna con Maria, Giuseppe e nella mangiatoia Gesù bambino. I più grandini hanno fatto dei disegni che a noi sembrano molto belli e che abbiamo appeso alle pareti. Alcuni nostri amici hanno preparato per loro alcuni doni (una maglietta e un paio di sandalini) e quando li abbiamo distribuiti i bambini erano tutti felicissimi perché sono gli unici regali che ricevono. A casa loro infatti non solo non ci sono doni, ma a volte manca anche l’essenziale perché, soprattutto i papà, quando hanno un soldo lo spendono nel bere. Molti sanno fare solo questo. A noi questo crea un grande dispiacere, così come ci dispiace che durante le vacanze, che durano tutto gennaio, molti bambini siano lasciati a se stessi.
D’altra parte noi non riusciamo a tenere aperta la scuola perché il personale ha diritto alle ferie e noi tre suore da sole non possiamo fare nulla, anche perchè solo una è giovane e io e la superiora siamo piuttosto anziane.
A scuola siamo riuscite a migliorare alcune cose: abbiamo dipinto le aule con colori vivaci, abbiamo comperato parecchi giochi didattici, e abbiamo migliorato la sala dove si mangia.. Ci sono però ancora parecchie cose da fare: le brandine dove i bambini più piccoli dormono non sono sufficienti per tutti, il cortile avrebbe bisogno di una tettoia perché nei giorni di pioggia è pieno di fango, non si può uscire e tenere tutti dentro è un problema. Anche il personale che ci aiuta è scarso. Noi speriamo pian piano di risolver anche queste difficoltà.
A tutti voi auguro con le mie consorelle e con i bambini un Natale sereno.
Alvaro de Corvahlo 21 dicembre 2018 

Suor Paola Saggiorato

Cari amici e amiche che mi seguite dall’Italia,
è la prima volta che vi scrivo quest’anno e lo faccio di nuovo dalla Colombia dove sono tornato 4 giorni fa. I primi due giorni sono stato maluccio, come sempre mi capita ogni volta che arrivo qui, a causa del cambio di fuso orario e dell’altezza (2700 metri), ma da ieri sto di nuovo bene.
Volevo commentare con voi alcune cose che ho vissuto in questi ultimi tre mesi vissuti in Italia.
Fin dai primi giorni mi ha impressionato negativamente un clima generale di paura, fomentato dall’attuale governo con la sua politica di chiusura all’emigrazione e la sua propaganda martellante contro coloro che arrivano , visti solo come un pericolo, come un’invasione pericolosa di gente che ci porta via il lavoro, che ci imporrebbe una cultura diversa, che ci farebbe perdere i privilegi del nostro occidente opulento.
Un’incapacitá di scoprire invece tutto il positivo che possono portare: dalle ricchezze culturali, alla forza lavorativa che copre dei vuoti nel nostro mondo del lavoro, dall’iniezione di entusiasmo e di voglia di vivere all’apporto economico per sostenere, se messi in regola, il nostro sistema pensionistico, al ringiovanimento della nostra societá.
Alzare muri e chiudere porte é sempre stata una politica fallimentare. Riusciranno comunque ad entrare.
Si tratta invece ,credo, di guardarli con uno sguardo positivo, di imparare ad accoglierli, a farsi amici, a condividere con loro i nostri spazi, di ascoltarli, di non vederli solo come poveri bisognosi di aiuto ma di pellegrini portatori di ricchezze, di aiutarli a diventare protagonisti ed a condividere con noi ció che portano nei loro scrigni.
D’altra parte ho gioito al conoscere tante realtá italiane alternative: parrocchie ed istituti religiosi,istituzioni laiche e gruppi di amici, famiglie e persone singole che si sono aperte all’accoglienza in modi distinti e creativi e al fare causa comune con loro, unendosi per lottare per il rispetto dei diritti di ogni essere umano che ha toccato suolo italiano, con il santo coraggio di disobbedire le leggi che ledono la dignitá degli esseri umani.
In questi mesi ho avuto occasione di incontrare una cinquantina di gruppi di persone di tutte le etá, dai bimbi delle elementari a gruppi di anziani ed a tutti ho cercato di trasmettere l’esperienza che da decenni sto vivendo nelle periferie dell’America latina.
Ho sempre trovato molto interesse in coloro che mi ascoltavano e mi sono sentito sempre circondato da molto affetto di cui voglio oggi ringraziarvi , perché ha rafforzato il mio desiderio di riprendere questo cammino tra gli ultimi, vivendo tra loro ed un poco come loro.
Domani ,con una ventina di compagni missionari, ci ritireremo per una settimana di silenzio ,di ricerca di Dio, di riflessione sulla nostra vita,per discernere come meglio vivere il nostro servizio e rafforzare le nostre motivazioni ed il nostro entusiasmo.
E poi si riparte.
Un abbraccio a voi tutti e…buon anno

Colombia,7 genn.2019

Padre Franco

 

 

 

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